Una nuova vita per l’ex scalo di Porta Romana a Milano: il gruppo di progettazione Outcomist ha vinto il concorso per la progettazione del master plan di rigenerazione urbana relativo al quartiere con il progetto “Parco Romana”. Tre gli elementi caratteristici: il grande parco centrale, la Highline – una “foresta sospesa” che taglierà il lotto in due sopra i binari che saranno interrati dove tecnicamente possibile – e la realizzazione del Villaggio Olimpico in vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina del 2026.

Il punto di partenza del progetto è l’accordo di programma del 2017 che ha visto come sottoscrittori il Comune di Milano, Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato con l’obiettivo di riqualificare sette aree ferroviarie. Rispetto al 2017 si è aggiunta la necessità di inserire nel progetto di rigenerazione urbana la costruzione del villaggio olimpico, inserito proprio nel master plan di Porta Romana.

Scalo di Porta Romana: il master plan e il villaggio Olimpico

Il gruppo Outcomist, che comprende Diller Scofidio + Renfro, PLP Architettettur, Carlo Ratti Associati (Gross Max, Nigel Dunnet Studio, Arup, Portland Design, Systematica, Studio Zoppini, Aecon, Lan ed Artelia) si è imposto sulla sugli altri cinque finalisti (Big- Bjark Ingels Group; Cobe A/S; John McAslan & Parners; Skidmore, Owings&Merril e Studio Paola Viganò) selezionati dalla giuria presieduta da Gregg Jones, design principal di Pelli Clarke Pelli Architects nonché esperto di rigenerazione urbana e architettura sostenibile.

Il sestetto dei finalisti è stato individuato tra 47 proposte che hanno visto il coinvolgimento di 329 studi di progettazione.

Il progetto presentato il 31 marzo è un “documento orientativo e non vincolante”: il progetto esecutivo dovrà essere consegnato entro il mese di maggio, mentre il progetto del Villaggio Olimpico dovrà essere consegnato entro ottobre 2021 ed i lavori terminati nel luglio del 2025.

Ma come sarà dunque il nuovo scalo di Porta Romana?

Il cuore del progetto è un grande parco che connetterà l’area a Nord e a Sud della linea ferroviaria. Il parco sarà attraversato da una Highline, una “foresta sospesa”, come l’ha definita l’Architetto Carlo Ratti, che attraverserà il sito da Est (piazzale Lodi) a Ovest (via Ripamonti), i binari saranno interrati laddove sia tecnicamente possibile e di certo in coincidenza del parco.

Attorno a questo polmone verde si svilupperanno le altre destinazioni funzionali dell’area: saranno realizzati isolati residenziali, uffici, residenze per studenti. La proposta ha convinto per linearità e funzionalità: il parco si connetterà con gli spazi di Fondazione Prada, le residenze si svilupperanno sul lato Est, nella zona di piazzale Lodi, il Villaggio Olimpico sorgerà a Ovest nella zona di via Ripamonti.

Gli edifici residenziali saranno perimetrati da alberi, ai piani inferiori avranno luoghi destinati a servizi di vicinato e cortili che richiamano la classica tipologia costruttiva milanese con aree riservate alla socialità. Il Villaggio Olimpico sarà invece realizzato in quattro blocchi di edifici a C. Il progetto prevede già la sua conversione a costo zero in residenza per studenti con la possibilità di offrire 1000 posti letto.

L’obiettivo del masterplan di Porta Romana non è solo rigenerare il quartiere, ma anche rappresentare il modello di un’area car free, ben collegata dai mezzi pubblici e che favorisca la mobilità dolce e provi a proporre un modello di architettura integrata dove residenze e spazi lavorativi siano adiacenti. Una radicale trasformazione rispetto al modello espansivo dell’architettura urbana che ha generato grandi conurbazioni e interi quartieri dormitorio.  L’ex scalo di Porta Romana si pone pertanto come obiettivo quello di diventare un polo di attrazione anche per i quartieri vicini.

Il masterplan è stato generato anche con l’impiego di tecnologia BIM (Building Information Modeling), che ha consentito la creazione di un gemello digitale, il Digital Twin, determinante per ottimizzare le risorse necessarie non solo per la realizzazione degli edifici e degli spazi verdi, ma anche per poter osservare, prevedere, simulare e quindi ottimizzare il loro intero ciclo di vita, valutandone anche l’impatto ambientale ed energetico.

L’ex scalo di Porta Romana: tutti i numeri del masterplan

L’area interessata dalla rigenerazione urbana è di 190.000mq, il grande parco centrale occuperà 100.000mq, attorno al cuore verde si svilupperanno gli edifici residenziali, gli uffici, esperienze di social housing e student housing ed il Villaggio Olimpico.

Chi si occuperà degli interventi? Ad aggiudicarsi l’aera per complessivi 180 milioni di euro nel bando di gara FS sono state COIMA SGR, Covivio e Prada Holding. Se Prada Holding è interessata soprattutto al parco adiacente alla Fondazione, dove realizzerà un edificio con laboratori ed uffici, Coima si occuperà della realizzazione del Villaggio Olimpico e della sua conversione, oltre che delle residenze sia libere che ad accesso agevolato; la parte destinata ad uffici e servizi sarà realizzata da Covivio.

In un generale coro di consensi non manca qualche appunto tecnico. C’è chi ha fatto notare che la scelta di realizzare edifici contenuti ha reso necessario impiegare molto spazio, “riducendo” l’area verde a circa il 50% dell’area disponibile, mentre se si fosse scelto di realizzare edifici sviluppati in altezza si sarebbe potuto destinare a verde un’area maggiore e si sarebbe generato un dialogo con la torre A2A progettata da Antonio Citterio che sarà presto realizzata in questa zona, in piazza Trento, e che svetterà per 145 metri d’altezza.

Gli altri 6 progetti di rigenerazione sugli ex scali

Il prossimo futuro non vede solo l’ex scalo di Porta Romana al centro dei progetti meneghini. L’accordo di programma del 2017 prevede sette interventi di rigenerazione urbana gli ex scali ferroviari nell’area milanese.
Il più consistente è lo scalo Farini: ben 400.000mq su cui saranno realizzati un parco di 25 ettari, il campus dell’Accademia di Brera e mille appartamenti di edilizia residenziale sociale a cui si aggiungeranno 500 appartamenti di edilizia convenzionata ordinaria. Il masterplan preliminare è opera di Oma e Laboratorio permanente, che si è aggiudicato anche l’intervento sullo scalo di San Cristoforo.
Sull’ex scalo Greco-Breda, sarà invece realizzato un intervento di housing sociale con case in affitto e 45.000mq di aera a verde, il progetto è di Barreca & La Varra. Il vincitore per lo scalo di Lambrate si conoscerà a breve. Lo scalo di Rogoredo sarà interessato da un progetto di Redo, vincitore di un concorso di idee promosso da Confcooperative Habitat.
Ancora incerto invece il futuro di Porta Genova, su cui pende la decisione di FS rispetto alla vecchia stazione.

I progetti di rigenerazione urbana del capoluogo lombardo sono davvero molti: la città ha voglia di svegliarsi dal torpore del lockdown e di proseguire negli interventi per dar vita a interi quartieri. Un nuovo paradigma evolutivo per Milano, avviato ai tempi di Expo.