Presentato l’osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni: il comparto soffre. Parola d’ordine: semplificazione del Superbonus 110%

La semplificazione del Superbonus 100% può essere un provvedimento importante per rilanciare un comparto che sta soffrendo, l’industria delle costruzioni: un settore fondamentale per il benessere economico della società.

Un vecchio adagio d’oltralpe recita infatti “Quand le bâtiment va, tout va”, che significa più o meno che quando il settore dell’edilizia è in salute la ripresa economica è garantita. Ma secondo l’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, la situazione nel nostro Paese non è affatto rosea. Secondo l’osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni il settore ha subito una brusca battuta d’arresto, nonostante il varo di misure ed incentivi anche rilevanti come il bonus ristrutturazioni, il sisma bonus e il Superbonus 110%.

Nel 2019 si era intravista una tenue ripresa, ma il lockdown dei mesi di marzo ed aprile 2020 ha fatto crollare gli investimenti del 10%. Dal 2008, anno della precedente crisi, al 2020 gli investimenti nel settore si sono ridotti di un terzo. Gli investimenti in costruzioni nel 2020 si sono attestati sui 118.354 milioni di euro, di cui 15.220 destinati alle nuove abitazioni e 43.290 milioni alle ristrutturazioni, cifre che hanno segnato un calo rispettivamente del 10.5% e del 12,5% in relazione all’anno precedente.

Una situazione che ha avuto effetti anche sul mercato del lavoro, che ha fatto registrare una diminuzione del 10% delle ore lavorate. Il crollo più significativo si è registrato però nei permessi a costruire, diminuiti del 13,6% nei soli primi 6 mesi del 2020.

Anche il mercato immobiliare ha registrato nei primi 6 mesi del 2020 un brusco calo: le compravendite sono scese del 22%, mentre si è registrato un moderato rimbalzo (+3 %) nei mesi successivi. Il calo è stato più significativo nelle grandi città, un altro possibile effetto del lockdown e delle restrizioni collegate.

Giù dopo quattro anni di crescita anche l’edilizia non residenziale (uffici ed attività commerciali). Scendono gli investimenti nelle opere pubbliche (-2,5%), rallentati anche dallo smart working. Se da un lato la pubblicazione di bandi e gare fa registrare una contrazione, dall’altro aumenta percentualmente l’importo dei bandi, legati soprattutto ad Anas e Rfi.

Nonostante le misure e gli incentivi, per la prima volta dopo anni di ripresa è crollato anche il comprato della riqualificazione del patrimonio edilizio, sceso del 9.8%. È su questo dato che si appunta l’attenzione degli operatori del settore: il Superbonus che pure è stato prorogato stenta ancora a far sentire i suoi effetti. Ecco perché da più parti si chiede un intervento di semplificazione del Superbonus 110% che lo renda più appetibile.

2021: rimbalzo legato all’utilizzo del Superbonus 110%, semplificazione e proroga le richieste

Per l’anno corrente l’osservatorio prevede un rimbalzo degli investimenti di circa 8,6% che si tradurrà in un incremento di 2 punti percentuali di PIL. Questo rialzo dovrebbe essere trainato da opere pubbliche, ma soprattutto dalla manutenzione degli edifici, legata al Superbonus 110%.

Attualmente il Superbonus 110% è stato prorogato dalla legge di Bilancio 2021, in particolare la proroga ha riguardato le abitazioni private (fino al 30 giugno 2022), i condomini che entro il 30 giugno 2022 abbiano raggiunto il 60% dei lavori (fino al 31 dicembre 2022), gli istituti autonomi che entro il 31 dicembre 2022 abbiano raggiuntoli 60% dei lavori (fino al 30 giugno 2023).

Come è noto tra le modifiche relative al Superbonus vi è anche il definitivo chiarimento legato all’ammissibilità alla misura delle cosidette unità collabenti, purché al termine della ristrutturazione risultino in classe energetica A.

Secondo l’osservatorio Ance la spesa aggiuntiva legata al Superbonus ammonta 6 miliardi l’anno con un effetto totale sull’economia, legata all’indotto, di circa 21 miliardi di euro. Questo comporterebbe un incremento di circa 64 mila unità nel settore edile e 100 unità, calcolando anche i settori collegati. Per questa ragione l’Ance chiede che venga prorogato fino al 2026.

Semplificazione Superbonus 110%: togliere i blocchi burocratici

Ma la proroga fino al 2026 non è la sola richiesta avanzata dai costruttori, si chiede anche la semplificazione del Superbonus 110% per toglierlo dalle secche in cui spesso si arena. Secondo un altro studio, questa volta di Confartigianato, pubblicato ad inizio marzo 2021, il 52% degli interventi avviato con il Superbonus 110% è infatti bloccato per questioni burocratiche ed amministrative, in particolare ci sono difficoltà da parte dei Comuni. Secondo lo studio citato il 71% delle imprese segnala mancanza di risposte dalla parte dei comuni con oltre 10mila abitanti. Una delle principali difficoltà sembra essere l’ottenimento delle conformità urbanistica.

L’accesso al Superbonus 110% richiede infatti requisiti stringenti e precisi limiti di spesa. È possibile accedere al Superbonus solo in presenza di interventi trainanti (isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o confinate con un’incidenza superiore al 25%, la coibentazione del tetto, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali, gli interventi antisismici), cui possono essere poi agganciati i cosiddetti elementi trainati.  Al termine degli interventi l’edifico deve “scalare” due classi energetiche o se non è possibile perché si trova già in una situazione positiva, deve raggiungere la classe energetica più alta.

Sono naturalmente previsti limiti di spesa per ogni intervento in base ai beneficiari, proprietari di case singoli e condomini.

L’agevolazione può essere ottenuta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2021 attraverso 5 rate annuali di pari importo entro i limiti dell’importo dell’imposta annua derivante della dichiarazione dei redditi, oppure può essere richiesto uno sconto in fattura ed è possibile accedere alla cessione del credito. In sintesi è possibile cedere al fornitore dei beni e servizi l’agevolazione, o ancora cederla a istituti di credito. Le spese sostenute nel 2022 potranno invece essere recuperate in 4 anni.

Per accedere al Superbonus è prevista una procedura precisa che prevede tra le altre cose la comunicazione all’Enea per gli interventi di riqualificazione energetica, l’asseverazione del direttore lavori al termine dell’intervento ed il visto di conformità relativo alla congruità delle cifre spese: per ottenere l’agevolazione si devono dunque coordinare diversi professionisti e abilità, dal direttore lavori al commercialista.

La richiesta di semplificazione del Superbonus 110% viene dunque da più parti, la potenzialità della misura è infatti consistente, ma dal 2019 ad oggi ha già subito diverse modifiche ed aggiustamenti, per esempio tra gli elementi trinati è stato incluso l’abbattimento del barrire architettoniche, così come sono stati rivisiti i limiti di spesa per l’istallazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Altre modifiche hanno riguardato le assicurazioni relative ai tecnici che devono asseverare i lavori eseguiti. Una situazione in continua evoluzione a cui si aggiunge un certo rallentamento da parte degli uffici pubblici, francamente sorpresi dalla quantità di richieste ricevute.

Per tutte queste ragioni pare opportuno rivolgersi a professionisti qualificati e verificare i requisiti di accesso alla misura prevista. Lo studio di progettazione Gallo è a vostra disposizione per valutare gli interventi possibili e le modalità di accesso.